La formazione teologica per l'annuncio

Oggi più che mai l'annuncio e l'evangelizzazione richiedono di coltivare una buona competenza teologica capace di "dare ragione della speranza che è in noi". In questo senso un ruolo prezioso e insostituibile lo offre l’ISSR che da settembre diventerà interdiocesano e assumerà il titolo di Istituto Superiore di Scienze Religiose dell?Emilia. l'ISSRE è al servizio della vita ecclesiale, avendo come fine  la formazione alle scienze religiose di operatori qualificati della vita ecclesiale e pastorale, con particolare attenzione al versante dell’evangelizzazione, dell’inculturazione della fede, dell’insegnamento della religione cattolica, dell’animazione cristiana della società, nell'ambito della missione propria della Chiesa. 

Per chi fosse interessato a conoscere i corsi, i seminari e il percorso accademico, può visitare il sito: www.istferrini.it

 

Il laboratorio Nicodemo

Laboratorio triennale con gli adulti "Nicodemo"

 

"Già il DB aveva sottolineato la priorità della catechesi degli adulti e dei giovani una sottolineatura ripresa da tutte le Note pastorali del decennio trascorso, per l’urgenza di promuovere la formazione permanente di giovani, adulti e, soprattutto, di famiglie, perché siano testimoni significativi e annunciatori credibili del Vangelo negli areopaghi del nostro tempo, capaci di raccontare la loro esperienza di fede"

(CEI  Incontriamo Gesù n° 24 -2014)

 

 

A CHI SI RIVOLGE 

  1. Alle equipe dei catechisti.
  2. Ai singoli catechisti che ormai sentono indispensabile rivolgere la loro attenzione educativa ai genitori dei ragazzi, in particolare a quelli delle parrocchie che rinnovano l'IC.
  3. A tutti gli operatori pastorali che svolgono una ministerialità indirizzata agli adulti.
  4. Alle comunità che sentono l'esigenza di incrociare  le esistenze di uomini e donne del nostro tempo e desiderano suscitare l’incontro salvifico con Cristo.

 

FINALITA'

Quali ostacoli presenta l’annuncio del Vangelo agli adulti? Di che tipo di “catechista” necessita oggi l’evangelizzazione degli adulti?

Il corso aiuterà ad interrogarsi su cosa significhi evangelizzare oggi, preparando operatori pastorali in grado di svolgere con competenza, creatività e consapevolezza il ministero della catechesi degli adulti.

 

 

15 dicembre ore 20.30

al Centro Famiglia di Nazareth

PRESENTAZIONE DEL PERCORSO CON RELATIVA ISCRIZIONE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Riparte il laboratorio "Nicodemo"

La figura di Nicodemo che si avvicina a Gesù e che da Lui riceve l’invito a rinascere dall’alto è l’icona del laboratorio che ormai da dodici anni forma gli accompagnatori di adulti: esprime la volontà di ricercare una rinnovata disponibilità a ricominciare da sé per poter iniziare con l’altro un rapporto nella verità che apra a Dio, alla Sua ricerca, al Suo amore.
Attraverso un percorso e una ricerca comune, si cercherà di “rimettere in moto” la propria fede adulta con un processo di formazione che è trasformazione per imparare a farsi “compagni di viaggio” di tanti.

Durante il corso verranno affrontati diversi interrogativi quali: "Che cosa significa evangelizzare oggi?" "Quali ostacoli presenta l’annuncio del Vangelo agli adulti?"; "Di che tipo di catechista necessita oggi l’evangelizzazione degli adulti?"

Il laboratorio triennale che inizierà a febbraio è rivolto:
 
- alle equipe dei catechisti,
- ai singoli catechisti che ormai sentono indispensabile rivolgere la loro attenzione educativa ai genitori dei ragazzi,
- a tutti gli operatori pastorali che svolgono un servizio ministeriale  indirizzato agli adulti,
- alle comunità che sentono l'esigenza di incrociare le esistenze di uomini e donne del nostro tempo e che desiderano suscitare l’incontro salvifico con Cristo.

Queste le date:

- 15 dicembre 2016: presentazione dettagliata del percorso e raccolta delle iscrizioni.

I laboratori si svolgeranno nei giovedì:

16 e 23 febbraio;

9 e 23 marzo

6 e 27 aprile;

11 maggio

Tutti gli incontri si svolgono presso il Centro Famiglia di Nazareth, dalle 20.30 alle 22.30.

Nicodemo 2014-2016. echi di un triennio/6

Farfalla
Non so chi fossi prima...
un bruco? un foglio giallo?
ma ora son farfalla luminosa
pronta a spiccare il volo e a svolazzar leggera.
La mia trasformazione
è frutto di attenzione...
di cure delicate...



di pazienza!
All'inizio non capivo,
ma poi ha preso forma
la figura
e se pur fragile creatura
porto la gioia del volo
e dell'annuncio.
La primavera è festa di colori ed io guardando, colgo la grandezza del creato

Francesca  
parrocchia di Pavullo

Nicodemo 2014-2016. Echi di un triennio/5

Il 24 maggio si è conclusa l’ultima edizione del percorso triennale “Nicodemo”, proposto dalla diocesi per formare catechisti degli adulti. Detta così sembrerebbe un corso come tanti che fornisce nozioni e competenze utili nella catechesi, ma in realtà è qualcosa di molto diverso…  
Cosa ha significato Nicodemo per me? Non è semplice dare una risposta sintetica a questa domanda e, quando mi hanno chiesto se avevo voglia di scrivere qualcosa, mi sono sinceramente chiesta se ne sarei stata capace.
La parola che meglio definisce quest’esperienza è “viaggio”  verso due direzioni: da un lato la dimensione della vita adulta con le sue peculiarità, dall’altra la personale esperienza di vita e di fede.



Un viaggio certamente appassionante per i contenuti proposti,  che fanno parte di discipline diverse e che meritano di essere approfonditi sia a livello personale che comunitario, ma anche emozionante ed impegnativo, perché attraverso la metodologia del laboratorio siamo stati stimolati a ripercorrere il nostro vissuto e a rileggerlo da un’altra prospettiva: ognuno, nel cercare di conoscere meglio le caratteristiche della persona adulta e del suo modo di apprendere, si è ritrovato a ripercorrere le varie tappe del proprio cammino, talvolta con una certa emozione!
Per me è stata una preziosa occasione di crescita personale e di confronto:  ripensare alla mia storia mi ha reso consapevole di come sia cambiato nel tempo il mio modo di vivere e di esprimere la fede, mi ha costretto a confrontarmi con le motivazioni con cui ho intrapreso alcuni percorsi e mi ha fatto prendere coscienza di alcuni significati che finora avevo soltanto intuito.
Durante questo percorso ci ha accompagnato il lavoro attento e premuroso dell’équipe: si percepiva come ogni incontro fosse il frutto di una preparazione approfondita  e di un confronto talvolta complesso, nonché di un’organizzazione dettagliata che andava dallo scandire i tempi con precisione al preparare un segno da consegnare ai partecipanti che permettesse di cogliere simbolicamente il significato del tema proposto.
Da questo modo di lavorare mi porto a casa un certo stile con cui vorrei portare avanti le proposte della catechesi: uno stile partecipativo, comunitario, costruito insieme che tiene conto delle persone e dei loro bisogni, ma questo presuppone un ascolto profondo di chi si ha davanti, un grandissimo rispetto per tutti, indipendentemente dal percorso che ha fatto, dall’appartenenza o meno a questo o quel gruppo, riconoscendo che ogni persona è preziosa agli occhi del Signore e che le strade che conducono al suo paterno abbraccio sono imperscrutabili. In definitiva, Gesù incontrava le persone nel quotidiano e le chiamava a sé per quello che erano, senza aspettare che comprendessero subito ciò che diceva loro… Sarebbe arrivato il tempo in cui lo Spirito Santo li avrebbe guidati alla verità!
Inoltre mi sono sentita molto coinvolta anche dalle riflessioni che ci sono state proposte in merito al “secondo annuncio” con tutta la sua forza rinnovatrice: tema quanto mai attuale e dibattuto all’interno della Chiesa, che rimanda alla necessità di conoscere ed intraprendere pratiche di evangelizzazione che siano sì aderenti alla tradizione cristiana e alla Parola, ma che siano al contempo capaci di parlare al cuore degli  uomini e delle donne di oggi che vogliono cercare nuovi orizzonti di senso alla propria vita. Durante gli incontri erano previsti momenti di condivisione e dibattito in cui emergevano le diverse esperienze in ambito pastorale: oltre ai limiti ed alle opportunità del caso, si evidenziava però anche una certa difficoltà riscontrata nelle comunità a lasciare percorsi “collaudati” per intraprendere progetti nuovi. Credo che questa sia in effetti la fatica più  grande per tutti coloro che hanno convissuto con una certa idea di cristianesimo relegato nelle chiese e in spazi e tempi definiti! Scopo del secondo annuncio è proprio quello di far riscoprire la fede a chi è cristiano per abitudine o a chi se se è allontanato, forse anche per un’incoerenza reale e, talvolta, scandalosa di qualcuno: è purtroppo un rischio antico eppure sempre attuale, se si considera che proprio gli uomini religiosi del suo tempo,  perfettamente a conoscenza delle profezie e dei precetti della legge, hanno ritenuto stravagante, sovversivo e pericoloso il messaggio di Gesù tanto da condannarlo a morte…
Concludendo, per proporsi come catechista per gli adulti, bisogna imparare a guardare l’altro con uno sguardo accogliente e non giudicante, per stabilire una relazione di fiducia con coloro che ci si trova ad accompagnare per un certo tratto di strada, nonostante le motivazioni e le aspettative spesso siano diversissime fra loro. Il “lavoro” più difficile è quello di riconoscere che nella storia delle persone c’è la presenza di Dio e il catechista deve “solo” cercare di farla venire a galla…!!!
Un sincero ringraziamento dal profondo del cuore ai membri dell’équipe e a tutti coloro che in questi anni hanno condiviso con me questa bella esperienza di Chiesa!