Una fede per tutti

Come dobbiamo comportarci con i disabili?”. “Ci vuole un percorso speciale?”. “Possono ricevere i sacramenti?”. Sono solo alcune delle domande che i catechisti e gli operatori pastorali frequentemente si pongono quando si trovano ad affrontare la presenza nel proprio gruppo di catechismo di un bambino o una bambina con disabilità.

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Anche noi non vogliamo vivere senza Domenica

Sabato scorso si è svolto l’ultimo dei quattro laboratori di catechesi al Centro Catechistico Discepoli di Emmaus dedicato alla catechesi ai fanciulli disabili.
Questi incontri  si sono svolti secondo la modalità del laboratorio e hanno permesso ai partecipanti di affrontare alcune tra i temi più attuali che riguardano la catechesi
I catechisti hanno trovato in questi incontri un accompagnamento competente e la possibilità  di condividere l’ esperienza,
Questo è lo  stile  proprio del Centro catechistico Discepoli di Emmaus che  è luogo di ascolto  dei problemi dei catechisti, di accompagnamento del cammino, di scambio di risorse tra le persone, di ricerca di strade percorribili per il Rinnovamento dell’Iniziazione cristiana
L’esperienza è stata molto positiva e verrà riproposta con altri temi ma con la stessa modalità laboratoriale anche nel prossimo anno pastorale. Il Centro Catechistico infatti intende proseguire nell’offrire questi ‘sabati formativi’ per favorire un approfondimento specifico e condiviso su alcuni ‘punti sensibili’ della nostra catechesi. Ma soprattutto il centro intende consolidare la proposta di tutoraggio che ha iniziato quest’anno e che permette ai catechisti di essere accompagnati personalmente da un volontario del centro per un certo periodo di tempo allo scopo di affinare e maturare la propria competenza catechistica.  
Riportiamo l’approfondimento sulla catechesi ai disabili  proposto ai catechisti dall’Ufficio Catechistico Diocesano.
 
 
 

La catechesi con i disabili

“La Parola di Dio è per tutti”. Intorno a questa affermazione espressa da Mons. Spreafico nella sua relazione, hanno ruotato gli approfondimenti e le riflessioni del recente seminario sulla catechesi ai disabili svoltosi a Roma il 7 e 8 marzo scorsi. Siamo fortemente consapevoli che la Parola di Dio è donata a tutti e tutti, non meno i disabili, possono ascoltarla ed accoglierla. Ma questo assunto non appare così scontato se ancora oggi in molte nostre parrocchie italiane riteniamo che un deficit fisico o psichico renda impossibile l’accoglienza della Parola; di fronte a questa opinione ancora assai diffusa occorre ricordare - ha proseguito il Rettore della Pontificia Università Urbaniana - due aspetti essenziali dell’alleanza tra Dio e l’uomo che trova nella Parola la comunicazione più piena: la reciprocità del dialogo e soprattutto l’efficacia della Parola stessa di Dio. La Parola ha una sua efficacia intrinseca che troppo spesso dimentichiamo; essa è capace di incontrare l’uomo anche laddove le sue capacità recettive sono, agli occhi di molti, segnate dal limite e toccate dall’handicap. Se è vero infatti che la parola proclamata è la forma principale che noi conosciamo per essere raggiunti da essa, non dobbiamo dimenticare che questa stessa Parola è capace di trovare risposte inaspettate da parte di persone disabili che spesso, secondo le loro personali modalità, manifestano di averla incontrata e di essere stati da essa toccati.

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Testimoni del Risorto nella disabilità

Ci sono momenti nei quali si fa più pressante l’esigenza di soffermarsi a guardare alla propria scelta di vita e come stai cercando di viverla. Guardare con onestà alla propria vita significa anche recuperare in profondità la propria storia con le sue gioie e le sue ferite; ed è a partire da questo aspetto che sono giunto a fare mia una convinzione di fondo: personalmente non credo di ‘avere qualcosa da donare’ alla chiesa vivendo il mio sacerdozio nella disabilità, ma credo piuttosto che la disabilità sia per me un invito da parte di Dio, attraverso lo Spirito a vivere il presbiterato, che se accolto e fatto proprio, può davvero divenire piccolo segno, umile seme per far germogliare il Regno.

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