Il programma Pastorale dell'UCD

In questo anno pastorale nel quale il nostro vescovo Erio desidera attirare la  nostra attenzione sulla realtà delle parrocchie, risuona pressante l’invito a rimettere al centro le esperienze essenziali della vita comunitaria, senza le quali anche le strutture e le iniziative parrocchiali si rivelano senza voce e incapaci di imprimere la forza del vangelo.
Così affermava il vescovo alla tre giorni pastorale del giugno scorso:
“Qual è l’essenziale? Gli elementi essenziali della comunità sono semplicemente Gesù e un gruppo, anche minimo, di discepoli riuniti nel suo nome. Ma riunirsi nel suo nome non significa semplicemente mantenere un buon ricordo e neppure solo una bella dottrina, ma una presenza viva; non l’adesione ad un saggio insegnamento, ma la fede nella presenza del Risorto è ciò che caratterizza i discepoli di Gesù e ne fa una comunità riunita nel suo nome.”
La stessa evangelizzazione e i percorsi di IC non possono quindi prescindere da una vita liturgica capace di generare e rigenerare la comunità cristiana e sempre nuovi credenti. Non possiamo infatti pensare che la catechesi e l’annuncio, oggi, siano semplicemente finalizzate a preparare ai sacramenti,  ma si tratta di attivare processi di iniziazione alla fede che permettano di immergersi continuamente nella vita del Risorto. Questa esperienza esige una cura e una attenzione particolari a come le nostre comunità partecipano alla liturgia e in particolare alla eucarestia domenicale.
Questo tema, già al centro della riflessione dell’UCD lo scorso anno, chiede di essere approfondito. Riteniamo che una seria riflessione sulla liturgia e i sacramenti della IC, permettano di imprimere nuova linfa ai nostri percorsi e di ricentrare costantemente l’annuncio sugli adulti. Sono infatti questi ultimi  i primi a poter riconoscere e sperimentare tutta la forza vitale di una partecipazione “piena, consapevole ed attiva” alla liturgia.
Pertanto già col prossimo convegno dei catechisti del 14 ottobre intendiamo avviare la riflessione attraverso una tavola rotonda che vedrà dialogare un parroco, un liturgista e un vescovo. Don Ivo Seghedoni, Andrea Grillo ed don Erio Castellucci  si interrogheranno e ci interpelleranno su cosa significhi una “comunità riunita” che si rinnova attraverso la vita liturgica.

La riflessione sui sacramenti della IC continuerà attraverso il corso base per i catechisti programmato nei giovedì di novembre

Tre sono le piste che desideriamo percorrere nel rimettere al centro il tema:
Quella antropologica, domandandoci cosa l’esperienza liturgica e sacramentale dicono dell'uomo e all’uomo di oggi.
Quella cristologica, domandandoci che cosa ci raccontano di Gesù Cristo e a quale esperienza viva del Risorto ci introducono.
Quella ecclesiologica e cioè come la chiesa si rinnova mentre li celebra.
In particolar modo su questo ultimo aspetto sarà lo stesso vescovo Erio a guidarci nella riflessione intervenendo giovedì 30 novembre.

Anche quest’anno sarà attivato il laboratorio teatrale di primo livello per  catechisti. “Il mantello infuocato” è un percorso  in cinque serate che introduce i partecipanti alla valorizzazione dell’arte teatrale e della narrazione per l’approfondimento e l’interiorizzazione delle pagine bibliche.
Si svolgerà nei mesi di febbraio-marzo. Occorre iscriversi perché i posti disponibili saranno solo 18.
Le iscrizioni a questo laboratorio si apriranno a novembre.

Prosegue poi il percorso di formazione all’accompagnamento degli adulti “Nicodemo”. Da febbraio a maggio si svolgeranno i laboratori del II anno del triennio, finalizzato in particolar modo ad abilitare i partecipanti alla programmazione e realizzazione di percorsi ed incontri con gli adulti.

Il consueto appuntamento dei “Cresimandi” con il nostro arcivescovo è fissato per sabato 10 marzo 2018, dalle 15 alle 17, al PalaPanini,

Infine, sul nostro sito troverete lungo l’anno liturgico e in prossimità dei “tempi forti” (Avvento, quaresima,…) delle schede di valorizzazione di una opera d’arte.
Schede per la valorizzazione dell’arte lungo l’anno liturgico curate dalla Commissione per l’annuncio attraverso l’arte

Per le informazioni sulle date e il materiale scaricabile, cliccate qui.
Per contatti: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Convegno catechisti 2017

Nell'ambito della riflessione sulla parrocchia che sarà al centro del prossimo anno pastorale, risuona come una questione centrale quella della vita sacramentale delle nostre comunità. Possiamo infatti affermare che le nostre celebrazioni sono davvero capaci di "iniziare e re-iniziare" alla fede? Occorre riflettere e ripensare le nostre esperienze celebrative per ritrovare quei criteri e quelle dinamiche capaci di sprigionare tutto il potenziale delle nostre liturgie e dei sacramenti, soprattutto della Iniziazione Cristiana. Forse riscopriremo quanto le nostre celebrazioni hanno la forza di accendere e nutrire la fede dei ragazzi e dei genitori.

Il Convegno dei catechisti intende affrontare proprio questa domanda. Interverranno Andrea Grillo, liturgista e professore presso il Pontificio Istituto S. Anselmo di Roma, don Ivo Seghedoni, parroco della parrocchia di S. Pio X e catecheta, e don Erio, nostro vescovo e teologo molto sensibile ai temi della parrocchia e della evangelizzazione.

La tavola rotonda che intendiamo proporre ci aiuterà ad approfondire da diverse prospettive la fecondità della liturgia e dei sacramenti per una vera iniziazione alla fede.

Il convegno, aperto a tutti i catechisti diocesani, si svolgerà sabato 14 ottobre, al Centro Famiglia di Nazareth, dalle 14.45 alle 18.00

 

Laboratorio estivo di annuncio con l'arte

AppassionARTI. Laboratorio estivo sull'annuncio attraverso l'arte

Contesto: il ‘Secondo’ Annuncio con l’arte
  La proposta di questo Laboratorio si inserisce nel «Progetto Secondo Annuncio», dedicato all’approfondimento di cinque aree di esperienze antropologiche in vista di una nuova evangelizzazione degli adulti. Gli ambiti, selezionati a partire dalle riflessioni nate durante il Convegno ecclesiale di Verona del 2006, sono: il generare e lasciar partire (l’esperienza della genitorialità nelle sue varie fasi e nelle diverse sfumature), l’errare (nel senso dell’esplorare e dello sbagliare), il legarsi, lasciarsi, essere lasciati e ricominciare (il mondo degli affetti), l’appassionarsi e il compatire (il lavoro, la politica, il volontariato … ) e lo sperimentare le fragilità e vivere il proprio morire (www.secondoannuncio.it).

Obiettivi del Laboratorio
  Il Laboratorio intende declinare il «Progetto Secondo Annuncio» nel campo dell’arte figurativa: si presenterà quindi la tematica del Secondo Annuncio, in generale e sul versante dell’arte, e il quarto ambito del Progetto, da un punto di vista antropologico/filosofico e teologico, relativo all’esperienza dell’appassionarsi e del compatire.  
  Verranno raccontate e analizzate due esperienze nell’intento di individuare e invitare a coltivare competenze e attenzioni per buone pratiche che valorizzino il linguaggio artistico e la Via della Bellezza (EG 167) nell’orizzonte del Secondo Annuncio.  

Destinatari
Operatori pastorali; formatori dei catechisti; catechisti; insegnanti di religione; dipendenti, collaboratori, volontari dei Musei ecclesiastici (e non) e degli Uffici Beni Culturali Ecclesiastici; studenti di Beni Culturali.

Per i dettagli sul programma e le iscrizioni scarica la locandina cliccando qui.

L'arte per dire i legami. Echi sul laboratorio

Abbiamo partecipato al laboratorio di catechesi con l’Arte, che quest’anno affrontava il tema del “Legarsi, lasciarsi, essere lasciati, ricominciare”, senza possedere particolari competenze.
Il linguaggio artistico ci è innanzitutto stato proposto come via privilegiata per rileggere le esperienze di vita e di fede che ogni uomo e ogni donna vivono nella loro adultità.
Ci siamo infatti rese conto che l’arte ha una grande capacità di farci esplorare la nostra interiorità, portare alla luce quelle domande di senso che accompagnano i diversi passaggi della vita e leggere in essi l’agire talvolta misterioso di Dio.
Il linguaggio estetico intercetta, rielabora ed esprime tutte le parole dell’uomo, quelle dipinte, scolpite, musicate, scritte, raccontate...e, proprio attraverso l’osservazione delle diverse opere proposte, abbiamo compreso come sia possibile, emozionante e coinvolgente trovare risposte di senso, individuare chiavi di interpretazione del nostro vissuto e divenirne sempre più consapevoli.

Stefania: "Condividere con gli altri partecipanti al laboratorio questo lavoro di sguardo e ascolto e viverlo all'interno di tutto un bellissimo percorso sugli affetti e sui legami, che ha caratterizzato la proposta dell'UCD di quest'anno, mi ha fatto scoprire, non senza emozione, il senso di alcuni momenti complessi e sofferti che ho vissuto, ripensandoli con una nuova serenità. Nella serata guidata da Andrea Nante ho poi provato la gioia di "entrare" nel mondo sconosciuto dell'arte contemporanea con il suo linguaggio estremo e provocante, capace di suscitare sentimenti forti fino alle lacrime...e farti sentire viva e libera, anche in quelle lacrime".

Catia: "Ho partecipato con attesa e coinvolgimento a questo interessante percorso di formazione attraverso l’arte memore della tappa vissuta lo scorso anno sul tema dell’”Errare”.
I legami strutturano la nostra vita e sono preziosi, delicati, da non sottovalutare: per questo rivivere i miei e le loro fasi nelle opere di cui abbiamo fatto esperienza con tutti i nostri sensi, sentirli in dialogo con esse e poterli approfondire e meglio comprendere anche grazie agli echi interpretativi dei miei compagni di viaggio mi ha confermato la sorprendente possibilità dell’arte di farci immergere nella vita, di farne risuonare corde emotive anche dimenticate riconoscendo in esse senso e significato. In particolare l’arte contemporanea nella proposta di Andrea Nante ha saputo farmi immedesimare con grande emozione e commozione, grazie al suo linguaggio non convenzionale, autentico, crudo e contraddittorio, in tanti ‘scatti’ di realtà capaci di evocare storie, inclusa la mia, e il desiderio di continuare a scriverne altre insieme ad altri".

Per queste ragioni, avendo gustato la bellezza di questa esperienza di sguardo e condivisione, ci piacerebbe molto che questa proposta nutriente e formativa continuasse nei prossimi anni per essere accompagnate, e a nostra volta accompagnare altri, nel viaggio di scoperta della nostra e loro identità adulta.

Catia e Stefania

Uno "Spirito da Grandi". Cresimandi 2017

La festa dei cresimandi col vescovo al PalaPanini si rinnova, cambia testo e personaggi, ma centra ancora una volta il bersaglio, confermando il successo degli scorsi anni. Gli oltre 5mila tra ragazzi, catechisti e genitori non sono rimasti delusi dal restyling dell’incontro, appuntamento tradizionale per la diocesi modenese, organizzato dall’Ufficio Catechistico già negli anni Ottanta, che anche quest’anno ha visto collaborare l’Ufficio diocesano diretto da don Luca Palazzi, l’Azione Cattolica Ragazzi, l’Agesci e il Csi. “Spirito da grandi”, questo il titolo dell’appuntamento colorato e gioiosamente chiassoso come nella prassi, ha visto i cresimandi divisi nelle quattro zone della diocesi, ognuna associata ad un colore diverso - giallo per la montagna, rosso per la città, blu per la bassa e verde per la pedemontana.
Una domanda è stata al centro della festa e ha accompagnato lo spettacolo sul parquet della casa del volley modenese: «Cosa significa diventare grandi?»
Dopo una prima risposta dell’ispettore, l’antagonista, il personaggio introdotto in questa nuova edizione per mettere in dubbio la reale capacità dei ragazzi di vivere da grandi, la parola è passata al vescovo don Erio Castellucci, che riprendendo il Vangelo di Giovanni (“Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi”) ha spiegato nel suo intervento: «L’ispettore ha detto che diventare grandi significa essere alti, atletici e ben vestiti, significa avere tanti contatti e amici su Facebook. È vero, queste cose danno gioia e fanno sentire bene. Il metro della gioia. Ma qual è il vero metro della gioia? Non è la bilancia, che misura quanto siamo in forma, né il tabellone che ci dice chi vince e chi perde nello sport, né ancora il registro scolastico, perché anche prendere bei voti non è sufficiente per raggiungere la gioia. Il vero metro è dentro di noi ed è il nostro cuore: se amiamo abbiamo la gioia, se pensiamo solo a noi stessi abbiamo la noia. Faccio un augurio a tutti voi: che facciate entrare lo Spirito nel vostro cuore, per amare ed essere amati».
Il vescovo si è poi rivolto ai genitori presenti: «La più grande gioia per un genitore – ha spiegato il vescovo Castellucci – non è un grande successo scolastico né un importante risultato sportivo. Non importa se vostro figlio non è il migliore della classe, se non è un campione di calcio o se non ha tanti amici su Facebook. La più grande gioia è vedere i propri figli amati e capaci di amare. È questo il messaggio che ci dà Gesù. Non è sempre facile vivere nella gioia, perché le fatiche quotidiane sono tante, ma siete chiamati a dare questa testimonianza ai vostri figli e a trasmettergli questo valore: la capacità di amare e farsi amare».  Luca Beltrami (dalla Gazzetta di Modena di domenica 19)

L’UCD vuole ringraziare ancora una volta ai tanti, tantissimi, che hanno collaborato per la riuscita di questo evento: dagli attori ai ragazzi e ragazze delle coreografie, i responsabili delle segreterie che hanno gestito l’accesso al palazzetto e la «band» che ha animato il canto. Il Centro Sportivo Italiano, l’AGESCi e l’ACR. Un ringraziamento particolare va poi al Comune di Modena, alla Questura, alla Polizia Municipale, ai Vigili del fuoco e al 118 per aver messo a disposizione gratuitamente il loro tempo e la loro competenza.

Per una galleria di immagini e video potete andare sul sito della gazzetta di Modena o andare direttamente su questi indirizzi:

http://video.gelocal.it/gazzettadimodena/locale/al-palasport-di-modena-la-festa-dei-cresimandi-con-il-vescovo/73722/74287?ref=search

http://gazzettadimodena.gelocal.it/modena/foto-e-video/2017/03/18/fotogalleria/cresimandi-in-festa-con-il-vescovo-di-modena-1.15051339?ref=search#1

http://gazzettadimodena.gelocal.it/modena/foto-e-video/2017/03/18/fotogalleria/che-festa-con-l-arcivescovo-erio-al-palapanini-di-modena-1.15051290?ref=search#3


La festa è stata anche l’occasione per raccogliere alimenti da donare alle persone che vivono situazioni di particolare difficoltà e precarietà come i profughi ospitati nella nostra diocesi e coloro che sono assistiti dal Centro «Porta aperta».

Grazie alla generosità di tante parrocchie sono stati raccolti:

50 kg tonno,
20 lt olio di semi
20 lt olio di oliva
5 lt olio da friggere
100 kg pasta
50 kg scatolame (fagioli, piselli).

 

Salva

Salva

Salva

Salva